Furti in casa: quali sono le statistiche in Italia?

I furti in casa rappresentano un problema trasversale. In Italia come nel resto del mondo, i dati ci insegnano che questo tipo di eventualità interessa chiunque in qualsiasi tipo di abitazione. Bisogna essere dunque sempre vigili e adottare misure di prevenzione e sicurezza all'altezza. Ma cosa dicono esattamente le statistiche della polizia sui reati più comuni come furti e rapine? In Italia le ultime informazioni ufficiali in merito risalgono al 2018. Vediamo cosa dicono e come interpretarle per capire quali sono le strategie messe in atto dai ladri.

Lezione n. 1: Le residenze principali: bersagli dei furti con scasso e dei tentativi di furto

Non l'Istat e nemmeno le Forze di Polizia. A fornire una delle migliori analisi dei furti nelle abitazioni è stata, ancora nel 2019, la Confederazione nazionale dell’artigianato e della piccola e media impresa (CNA). Dalla fotografia scattata nella ricerca “Cna Installazione e Impianti”, relativa a dati Istat del 2017, risultava che i furti denunciati dai privati in Italia ammontavano a 520 al giorno. Uno ogni tre minuti. E questo in tutto il paese, da Nord a Sud, isole comprese. Calcolatrice alla mano, sono state quasi 200.000 (per l'esattezza 189.800‬) le persone vittime di una o più visite dei ladri nelle abitazioni. Un numero impressionante, che dovrebbe spingere chiunque a riflettere sulla propria sicurezza e incolumità. In ballo infatti non ci sono solo i beni personali, ma anche la salvaguardia della propria famiglia e dei propri cari, amici a quattro zampe compresi. Ancora più sconfortante è il dato aggiuntivo del dopo furto, secondo il quale una denuncia su tre va a buon fine. Ma vediamo di proseguire con le statistiche per confrontare anche la distribuzione geografica di furti e rapine.

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I furti nelle abitazioni sono in diminuzione. Ma ne rimangono in media oltre 520 al giorno, ovvero uno ogni tre minuti (dati Istat aggiornati al 2017).

Lezione n. 2: I furti con scasso interessano tutta Italia

La conformazione della penisola italiana comporta, come è facile intuire, una difformità di tassi di furto con scasso. La differenza è sostanziale non solo tra grandi città e località di provincia, ma anche e soprattutto fra nord e sud del paese. Giusto per fare un esempio, una città del nord come Bolzano (107.000 abitanti circa) ha registrato secondo la Polizia di Stato 200 denunce ogni centomila abitanti. Mentre una città del sud di poco inferiore come dimensioni quale è Trapani (67.000 abitanti circa), contava nello stesso periodo ben 376 denunce ogni centomila abitanti. Un numero quasi doppio e con meno abitanti. Il capoluogo più colpito in assoluto resta in ogni caso Milano, al primo posto per delitti denunciati alle forze di Polizia (7237.74 ogni centomila abitanti nel 2018). Anche Bologna, in Emilia Romagna, è sul podio, con un totale di delitti, fra cui furti in casa, pari a 6367 casi. Per fortuna, grazie anche ad antifurti casa sempre più performanti, questo tipo di minaccia sembra in via di riduzione, con un trend negativo che dimostra il calo costante di furti negli ultimi anni. Nel frattempo però le modalità di attacco da parte dei ladri sono cambiate, arrivando a includere strategie subdole come il famigerato home jacking (furto con scasso senza effrazione). Vale la pena approfondire di cosa si tratta.

Lezione n. 3: Attenzione ai furti con scasso senza effrazione

Sebbene i furti senza scasso non rientrino ancora nelle statistiche ufficiali nazionali, non di meno questo fenomeno appare in aumento un po' ovunque, in Italia come all'estero. A riprova della gravità della situazione possiamo citare alcune ricerche minori, come quella ripresa dal quotidiano La Stampa nel 2015 in un articolo dal titolo inequivocabile: “In sei mesi più di 3500 furti, ormai si ruba senza scasso”. In effetti per i ladri i furti senza scasso convengono due volte: quando si accede all'abitazione (senza attivare il sistema di allarme, senza lasciare tracce, senza danneggiare la proprietà) e quando si ruba la refurtiva (soldi, oggetti di valore, documenti, ecc). Le tecniche impiegate sono le più svariate e spaziano dal già citato home jacking (introduzione dei ladri in casa senza chiave, fingendo di essere mendicanti, venditori ambulanti, rappresentanti e così via) fino a key Bumping, nel quale il ladro è in grado di allineare i pistoncini della serratura, battendo l'interno con punte di ferro. Una specialità, come riporta il quotidiano La Stampa, tipica di italiani e romeni.

La beffa ulteriore, nello scenario di un furto con scasso senza effrazione, è legato al mancato riconoscimento di un danno (e quindi di un risarcimento) da parte dell'assicurazione: la compagnia con cui hai stipulato una polizza, in sostanza, esigerà una prova tangibile del furto, in mancanza della quale non procederà ad alcun rimborso. Se in un furto normale questa prova coincide con il danno alla porta o alla finestra, in un furto senza scasso l'unica prova tangibile saranno le immagini filmate dalle tue videocamere di sorveglianza, se presenti. Un dettaglio che non deve mai essere sottovalutato: il rischio è di ritrovarsi a mani vuote dopo aver pagato per mesi o per anni la propria quota di premio assicurativo! La soluzione, va da sé, è installare un sistema di antifurto avanzato e dotarsi di videocamere di sorveglianza nei punti strategici della casa (o del negozio, del capannone, ecc).

Lezione n. 4: Identikit della vittima dei furti in casa

Arrivati a questo punto, è interessante concludere la panoramica dei furti in casa con l'identikit della vittima per antonomasia. Qual è, secondo le statistiche, la fascia di popolazione più colpita? Per rispondere a questa domanda dobbiamo rifarci alla ricerca dell'Istituto di mercato Sondea, citata in vari organi di informazione negli anni passati, secondo la quale esistono categorie di persone che subiscono più furti in casa di altre. I lavoratori che trascorrono molto tempo lontani dalla proprietà, ad esempio, sono vittime per eccellenza: tra chi sporge denuncia uno su due è proprio un lavoratore. Tantissime sono poi le persone con età fra i 40 e i 50 anni, un target pari al 46,5% del totale. Buona parte dei furti, infine, viene consumato in appartamenti al piano terra o al primo piano: parliamo nella fattispecie del 34,23%. Subito dopo ci sono le ville, con il 28,62% dei furti complessivi. Dati alla mano, la sicurezza continua a essere un tema di stringente attualità. Meglio tenerne conto e mantenere sempre alta la guardia.

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