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Contabilizzatore di calore

Per molto tempo, nei condomini con riscaldamento centralizzato, le spese per il riscaldamento non sono state ripartite in base al consumo individuale. Ogni condomino pagava quindi una quota del consumo totale dell’immobile, secondo delle percentuali o in misura proporzionale rispetto alla superficie dell’appartamento, indipendentemente dal suo consumo personale. Dal 2016 la legge impone dei sistemi di contabilizzazione del calore per la corretta ripartizione della spesa. L’obiettivo è permettere ai condomini che consumano meno di risparmiare sul riscaldamento e soprattutto fare in modo che la gestione individuale del riscaldamento limiti gli sprechi e le emissioni di CO2 provenienti dal riscaldamento domestico.

A cosa serve un contabilizzatore di calore?

Allo scopo di distribuire in maniera più corretta le spese per il riscaldamento centralizzato tra i condomini di un immobile, tenendo conto del loro consumo reale, la legge prevede che su ogni radiatore venga fissato un contabilizzatore di calore, uno strumento elettronico che misura e registra l’emissione di calore.
  • Contabilizzatore di calore, cosa dice la legge?
Il decreto legislativo 102/2014 in GU, entrato in vigore in Italia dal 19 luglio 2014, prevede che gli impianti di riscaldamento centralizzato dei condomini siano dotati di contatori individuali. I condomini soggetti alla nuova normativa sulla contabilizzazione del calore sono quelli che dispongono di caldaia centralizzata con impianto a distribuzione verticale costruito fino agli anni ‘80, sul quale si dovrà intervenire con una contabilizzazione indiretta, e quelli con distribuzione ad anello, costruiti a partire dagli anni ‘90.

La legge prevede quindi che tutti gli immobili condominiali con impianti di riscaldamento collettivo dispongano di contabilizzatori del calore o di contatori di energia termica, in base al sistema di riscaldamento. Le classi di edifici esentate dall’adeguamento dell’impianto sono hotel, ospedali e case di riposo. In tutti gli altri casi, la valutazione della possibilità di installare i contabilizzatori è eseguita edificio per edificio. Secondo il decreto legislativo 141/2016, lo strumento utilizzabile in Italia dai progettisti termotecnici per valutare se la contabilizzazione non è conveniente è la norma EN 15459 che impone un metodo rigoroso e tiene in considerazione tutte le variabili.
  • Distribuzione delle spese di riscaldamento e risparmio energetico
Senza dubbio, l’individualizzazione delle spese per il riscaldamento incoraggia i condomini a seguire le buone pratiche per risparmiare sulla bolletta energetica. In questo modo si riducono gli sprechi e il consumo medio nei condomini. Tendenze di questo tipo sono già state osservate in paesi come la Germania o il Belgio, dove l’installazione dei contabilizzatori del calore ha consentito ai condomini di risparmiare in media 170 euro all’anno. È stato calcolato che l’investimento medio per dotare un appartamento di sistema di contabilizzazione e valvole termostatiche è di circa 700 euro. Installando le valvole si risparmiano circa 240 euro l’anno, a questo bisogna aggiungere i benefici fiscali che vanno dal 50 al 60%.

Come funziona un contabilizzatore del calore?

I contabilizzatori di calore devono essere installati su tutti i radiatori dell’abitazione per i quali misurano ininterrottamente l’emissione di calore.
  • Funzionamento di base di un contabilizzatore del calore
Il contabilizzatore del calore è dotato in generale di due sonde elettroniche, una misura la temperatura della superficie del radiatore e l’altra la temperatura della stanza. Il calcolo del consumo in ogni abitazione considera la differenza tra queste due temperature e la potenza del radiatore sul quale è installato il contabilizzatore. L’indice di consumo registrato dal contabilizzatore è rilevato ogni anno e poi viene azzerato.

Per garantire un funzionamento sicuro del dispositivo ed evitare le frodi, i contabilizzatori sono sigillati con un piombino, quindi qualsiasi manomissione non effettuata da un tecnico autorizzato può essere facilmente individuata.
  • Lettura dei contatori
Una nuova direttiva UE prevede che dal 2020 i nuovi contatori e contabilizzatori di calore dovranno essere leggibili da remoto. I contabilizzatori di calore leggibili da remoto permettono, attraverso una rete che li collega in wireless o via cavo, di gestire le varie letture attraverso un concentratore di dati. Da questo è poi possibile effettuare letture da remoto o semplicemente scaricare i dati sul personal computer.

I ripartitori registrano giorno per giorno il consumo effettuato dal radiatore e immagazzinano i dati. A fine stagione termica, un tecnico, senza necessità di entrare nell’appartamento, può effettuare la lettura degli stessi a distanza tramite un pc portatile e una pen drive usb radio. Il trasferimento dati avviene di norma una volta all’anno. Sul display appaiono dati su: consumo corrente, data di chiusura del consumo stagionale, consumo dell’anno precedente, eventuali segnalazioni d’errore e ulteriori dati tecnici del dispositivo (matricola, coefficienti, etc.).

La distribuzione delle spese di riscaldamento

In che modo vengono interpretate le informazioni raccolte con il sistema di contabilizzazione del calore per determinare l’importo della bolletta per il riscaldamento?
  • Distribuzione delle spese di riscaldamento
Il decreto legislativo 102/2014 stabilisce che le spese di riscaldamento fra i singoli condomini siano ripartite in base ai criteri stabiliti dalla norma Uni 10200. Ciascun utente paga in base all’effettivo consumo registrato. La Uni 10200 distingue due tipologie di consumi connessi al riscaldamento: volontari e involontari. I primi prevedono una quota variabile e si riferiscono alle abitudini dei singoli condomini, che regolano a loro piacimento, (nel rispetto dei limiti di legge), la temperatura dei radiatori. I consumi involontari, al contrario, non dipendono dalle azioni degli utenti e riguardano soprattutto le dispersioni di calore dell’impianto, ricollegabili alla distribuzione di accumulo. Questi consumi vanno suddivisi in base ai millesimi di riscaldamento calcolati da un tecnico abilitato e tengono conto del fabbisogno energetico delle singole unità immobiliari, ossia della quantità di energia che ogni appartamento dovrebbe idealmente prelevare per mantenere una temperatura interna costante di 20 °C durante l’intero periodo in cui è attivo il riscaldamento.
  • Esposizione e situazione di ogni abitazione
Nel caso in cui siano comprovate differenze di fabbisogno termico per metro quadrato tra le unità immobiliari superiori al 50%, il condominio in sede assembleare può derogare dall’obbligo di ripartizione secondo la norma UNI 10200 e procedere alla ripartizione delle spese secondo percentuali fisse con almeno il 70% per il consumo volontario e la rimanenza come quota fissa. Questo può accadere ad esempio se i diversi appartamenti hanno bisogno di quantità molto differenti di calore per essere riscaldati, come può succedere per un appartamento localizzato ad un piano intermedio esposto a sud e un appartamento all’ultimo piano esposto a nord. Scopri tutti i nostri prodotti

L’installazione di contabilizzatore di calore

Ogni contabilizzatore deve essere installato sul radiatore e parametrato da un professionista. L’installazione cambia in base al tipo di radiatore, alla potenza, alla posizione, ecc. Tutti i contabilizzatori devono essere standardizzati per fornire misurazioni esatte. Esistono precise regole di installazione e montaggio per i contabilizzatori del calore, illustrate nelle norme applicabili. Ad esempio, i contabilizzatori devono essere installati al centro della larghezza dei radiatori e a una distanza dal pavimento di un terzo superiore alla loro altezza, a prescindere dalla forma (tubolare, a pannelli o con diverse sezioni).

Quanto costa un contabilizzatore di calore?

  • Il costo di un contabilizzatore di calore
Esclusa l’installazione, il costo di un contabilizzatore varia dai 35 ai 70 euro, a seconda della tipologia, della marca e delle funzioni. La spesa sostenuta viene ammortizzata nel giro di circa 5 anni, in quanto la quantità di acqua in circolo nell’impianto di riscaldamento viene ridotta, con conseguente diminuzione degli sprechi e dell’attività della caldaia. Il risparmio che si può quindi notare passato l’arco di tempo indicato si rileva sulle bollette del riscaldamento e ammonta a una percentuale variabile dal 10 al 30%.
  • Agevolazioni fiscali per i contabilizzatori del calore
L’installazione di sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore può usufruire, a seconda dei casi, dell’ecobonus del 65% o del bonus ristrutturazioni. A chiarirlo è stata l’Agenzia delle entrate nella guida alle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico.

Il massimo di spesa è di 96.000 euro, e l’ammontare complessivo della spesa va suddiviso fra tutti i soggetti che l’hanno sostenuta e che hanno diritto alla detrazione.

Perché usare anche le valvole termostatiche?

È evidente che l’uso dei contabilizzatori del calore consenta agli abitanti di numerose abitazioni di risparmiare sulla bolletta energetica. Tuttavia, secondo l’agenzia francese per l’ambiente e il controllo dell’energia (ADEME), l’installazione dei soli contabilizzatori non basta a garantire il risparmio energetico se i consumatori non adottano un comportamento responsabile e orientato al risparmio.

La normativa quindi, a seconda dei casi, impone o raccomanda l’installazione di strumenti di regolazione come i rubinetti o le valvole termostatiche. Questi ultimi permettono infatti di modulare la temperatura in ogni stanza, in base all’occupazione e al suo utilizzo. Gli abitanti di una casa pertanto, possono limitare il riscaldamento quando sono assenti o evitare lo spreco di energia nelle stanze non occupate. Possono così gestire l’energia consumata e ridurre l’importo della bolletta.

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