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Caldaia ad olio

Le caldaie ad olio stanno divenendo sempre più rare, ma sono ancora piuttosto presenti. La sopravvivenza di questo tipo di caldaia è riconducibile alla copertura ancora insufficiente della rete del gas naturale, specialmente nelle zone rurali. Inoltre, nonostante le energie fossili abbiano una cattiva reputazione, le caldaie ad olio di nuova generazione offrono oggi un rendimento e un consumo che ne limitano l’impatto ecologico.

Una caldaia ad olio utilizza la combustione della nafta per scaldare l'acqua che circola poi nell’abitazione mediante tubature, termosifoni o un sistema di riscaldamento a pavimento. Oggi, si trovano prevalentemente caldaie ad olio che utilizzano tecnologie performanti: le caldaie ad olio a bassa temperatura e i modelli a condensazione.

Vantaggi e svantaggi di una caldaia ad olio

  • I vantaggi di una caldaia ad olio
Le caldaie ad olio consentono di fornire un calore confortevole anche in caso di fabbisogno significativo (temperatura esterna rigida, grandi superfici…). I modelli attualmente disponibili sul mercato hanno un ottimo rendimento: fino all’89,5% per le caldaie a bassa temperatura, quasi il 100% per le caldaie ad olio a condensazione. È inoltre possibile associare la caldaia ad olio a una pompa di calore per un sistema misto ancora più performante.

Mentre i vecchi modelli potevano presentare un rischio per via delle emissioni di zolfo, anidride carbonica e diossido di azoto, le caldaie di nuova generazione sono pulite e sicure.
  • Gli svantaggi di una caldaia ad olio
Un riscaldamento ad olio necessita di una cisterna di stoccaggio. Quest’ultima può essere di diverse dimensioni, ma è generalmente di un volume importante per limitare il numero di consegne di nafta con camion-cisterna. Lo stoccaggio della nafta può inoltre comportare degli inconvenienti, come ad esempio odori sgradevoli.

Altro svantaggio, il prezzo del combustibile. La nafta ha infatti un prezzo instabile, che fluttua frequentemente. È quindi difficile prevedere quanto spenderai ogni anno e potresti avere brutte sorprese.

Il prezzo della caldaia è superiore rispetto a quello di una caldaia a gas; devi poi aggiungere al prezzo dell’installazione anche quello della cisterna e, se decidi di sotterrarla, anche quello dei lavori sul suolo. Qualora decidessi di sostituire questa cisterna o di cambiare metodo di riscaldamento per la tua casa, sarà necessario l’intervento di un professionista per svuotarla e rimuoverla.

Per evacuare i fumi di combustione, è inoltre necessaria una canna fumaria tubata.

Le caldaie ad olio a bassa temperatura

Una caldaia ad olio a bassa temperatura scalda l'acqua dell’impianto a una temperatura inferiore rispetto a un modello classico. Regolando la temperatura tra i 50 e i 90° in base alle tue esigenze, ti consente di risparmiare dal 10 al 15% di energia. Se desideri utilizzare la tua caldaia ad olio anche per produrre acqua calda sanitaria, sappi che alcuni modelli dispongono di un accumulatore d'acqua calda (produzione di acqua calda mediante micro-accumulo). Puoi inoltre collegare la caldaia a uno scaldabagno esterno. Scopri tutti i nostri prodotti

La caldaia ad olio a condensazione

La caldaia ad olio a condensazione è la tipologia di caldaia ad olio con il rendimento più elevato. Così come per una caldaia a gas a condensazione, l’impianto non utilizza solamente il calore della combustione, ma anche il calore recuperato condensando i fumi espulsi durante la combustione stessa. La produzione di calore è quindi ottimizzata e il consumo di nafta ridotto al minimo.

Rispetto a un impianto classico, un sistema di questo tipo consente di risparmiare dal 20 al 30% di energia. Con un rendimento energetico che supera il 100%, è il più performante tra le caldaie ad olio e, nonostante l’investimento iniziale sia più elevato, il suo costo annuale in termini di nafta è inferiore.

La caldaia ad olio a condensazione è la versione più ecologica della caldaia a nafta. Soprattutto, è molto meno inquinante rispetto ai vecchi modelli.

La manutenzione delle caldaie ad olio

Le caldaie ad olio devono essere revisionate ogni anno (impianti oltre i 100 kw) oppure ogni due anni (impianti fino a 100 kw). La normativa ha modificato la periodicità della revisione dei fumi e della combustione della caldaia, ma ha anche previsto che le Regioni, le Province e i Comuni (sopra i 40.000 abitanti) possano prevedere tempi più ravvicinati rispetto a quelli previsti dalla legge nazionale, quindi è bene informarsi presso il proprio comune. Se sei un locatario, il tuo locatore può chiederti di dimostrare che hai fatto eseguire la manutenzione. Le compagnie assicurative possono inoltre esigere un’attestazione in caso di incidente.

Ma, prima di tutto, la manutenzione annuale o biennale garantisce la sicurezza degli occupanti dell’abitazione. Il suo obiettivo è infatti quello di verificare che la caldaia sia in buono stato e di evitare fughe di monossido di carbonio, un gas potenzialmente letale sprigionato dalla combustione. Inoltre, questa manutenzione annuale o biennale è l’occasione ideale per far controllare al tecnico lo stato del tuo impianto di riscaldamento. Sostituendo i componenti difettosi mano a mano che si deteriorano, garantisci il corretto funzionamento dell’apparecchiatura e ne prolunghi il ciclo di vita. Nel caso di un riscaldamento a nafta, è inoltre bene effettuare la manutenzione della cisterna di stoccaggio ogni dieci anni.

La manutenzione della caldaia deve essere eseguita da tecnici abilitati, certificati dalla Camera di Commercio per lo svolgimento della specifica attività di manutentore. Puoi anche sottoscrivere un contratto di manutenzione annuale con un tecnico di fiducia, così che ti venga comunicato quando è il momento di eseguire la revisione.

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