Sicurezza antincendio: chi deve installare gli allarmi?

In Italia l'obbligatorietà di un impianto di sicurezza antincendio interessa solo alcune tipologie di aziende, business e immobili. Nella lista non figurano ad esempio i privati, tenuti – solo in caso di mutuo – a sottoscrivere un'assicurazione antincendio come garanzia alla banca (ma non a installare un impianto di prevenzione incendi). Sono inclusi invece ospedali, scuole pubbliche, grandi aziende, impianti di produzione e numerose altre realtà di tipo industriale, commerciale e non solo. Il tipo di impianto dipende da parametri legati soprattutto alla dimensione e al numero di posti a sedere (teatri, cinema, ecc) o di posti letto (strutture alberghiere, resort, aziende ospedaliere, ecc). Bisogna aggiungere inoltre che, nella totalità degli impianti, dobbiamo annoverare sia gli impianti di rilevazione incendi, sia quelli che in realtà sono semplici accessori di prevenzione e sicurezza, vale a dire gli estintori. In molti scenari infatti l'estintore o l'idrante vengono indicati come obbligatori per legge, laddove un impianto antincendio non è nemmeno menzionato (è il caso, fra i tanti, dei condomini). Vediamo allora di chiarire l'attuale panorama legislativo, piuttosto frammentato, e capire chi effettivamente deve predisporre un impianto per monitorare il rischio incendi. Partiamo dalle abitazioni dei privati.

Sicurezza antincendio per l'abitazione privata: obbligatoria o no?

In altri paesi il codice di prevenzione impone che ogni abitazione sia dotata di opportuni impianti di allarme contro gli incendi. In Italia manca questa disposizione di legge, motivo per cui l'installazione di un impianto domestico risulta facoltativa: sarà il proprietario o l'inquilino (in accordo con il proprietario) a decidere se tutelarsi o meno con un impianto di sicurezza idoneo. Qualora la strada intrapresa fosse questa, bisogna sapere che esistono prodotti per tutte le tasche e per tutte le esigenze, dai rilevatori entry level da poche decine di euro a veri e propri impianti per la gestione dell'emergenza “all-in-one”. L'importante è sempre scegliere accessori e dispositivi con la marcatura CE e, se possibile, con garanzia del produttore di almeno 2 anni (come da normativa nazionale). Ci sono poi ulteriori punti da tenere presente, utili per avere un quadro più chiaro e completo.

  • Installazione del rilevatore

Se non vuoi correre il rischio di incorrere in falsi allarmi ogni tre per due, devi ricordarti di installare il tuo sensore antincendio in posizioni distanti dalla cucina. In caso contrario, ogni fiammata potrebbe attivare i sensori di emergenza per niente, arrecando disturbo a te e ai tuoi vicini. Nelle ville e nei casolari distribuiti su più piani, conviene senz'altro installare un rilevatore per ciascun livello.

  • Funzionamento del rivelatore

Gli impianti di rilevazione sono progettati per funzionare 365 giorni l'anno, attivandosi al minimo segnale di fumo (basta anche un mozzicone di sigaretta). Nel momento in cui dovesse scattare l'allarme, questo continuerà a suonare al massimo volume fino alla disattivazione o alla scomparsa del fumo.

  • Chi è il responsabile dell'impianto anticendio?

Nelle abitazioni private il responsabile dell'impianto antincendio è il proprietario o, in sua vece, l'inquilino che vive nella casa. Altro paio di maniche se parliamo di condomini e palazzine di una certa grandezza: sopra i 24 metri, la norma richiede una rete idrica e l'installazione di una rete di idranti (i condomini, più nello specifico, rientrano nell'attività 77 del Codice di prevenzione incendi dei Vigili del Fuoco, tuttora principale riferimento italiano insieme al Decreto del Presidente della Repubblica 1 agosto 2011, n. 151).

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Il Rilevatore di Fumo Intelligente Netatmo monitora costantemente la batteria, i sensori di rilevamento di fumo e la connessione Wi-Fi e invia immediatamente un avviso sul tuo smartphone se si verifica un problema relativo a uno di questi tre elementi.

Sicurezza antincendio obbligatoria per aziende o enti pubblici

Se spostiamo il focus sulla sicurezza antincendio per aziende o enti pubblici, ecco che ci imbattiamo in limitazioni e vincoli più netti. In questo ambito dobbiamo fare i conti con il Testo Unico sulla Sicurezza sul Lavoro, un insieme di normative che delineano i presupposti per un ambiente di lavoro all'altezza degli standard di comfort, salubrità e tutela. Obiettivo dichiarato è garantire a tutti i dipendenti e collaboratori adeguate misure di sicurezza, scongiurando il pericolo di incendi, esplosioni, crolli, contaminazioni e incidenti in generale. L'obbligatorietà in questo caso va definita di volta in volta con l'aiuto di un esperto in sicurezza sul lavoro, tipicamente nelle vesti di un professionista abilitato o di una società specializzata. Al di là dello scenario che si potrebbe presentare, gli elementi indispensabili sono:

  • Un sistema di allarme a norma di legge (con rilevamento e sirena)
  • Uno o più estintori o idranti
  • Apparecchi per l'evacuazione del fumo (cappe di aspirazione, condotte e simili)
  • Piano di evacuazione o sistema di esodo
  • Cartellonistica antincendio

Le soluzioni più evolute consentono di realizzare impianti automatici antincendio di ultima generazione, in grado di attivarsi al minimo segnale di pericolo e inviare di conseguenza l'alert a responsabili e autorità. In caso di controllo e mancata conformità appurata dai Vigili del Fuoco all'interno di un'azienda o di un ente, lo stabilimento sarà obbligato a mettersi in regola e adempiere alle norme antincendio previste, pena la sospensione dell'attività e il pagamento di eventuali sanzioni.

E per quanto riguarda l'assicurazione?

Che siate professionisti o privati e abbiate stipulato un'assicurazione contro gli incendi, il principio è lo stesso. La vostra assicurazione vi risarcirà solo se avete installato il sistema di sicurezza antincendio obbligatorio prima del sinistro (rilevatore o sistema antincendio completo).